martedì 28 agosto 2012

UTILIZZO DI MELODIE FAMOSE IN MUSICA CLASSICA

OTORINO RESPIGHI


Respighi: Concerto Gregoriano, per violino e orchestra (1921)



Ottorino Respighi (1879-1936) : Concerto Gregoriano, per violino e orchestra (1921) 1) Andante tranquillo 2) Andante espressivo e sostenuto 3) Finale, Alleluja : allegro energico
Uto Ughi, violino ; Orchestra Sinfonica della RAI di Torino, direttore Mario Rossi
Registrazione storica dal vivo


 temi gregoriani citati e sviluppati: per esempio il secondo movimento inizia col violino solo che intona per esteso ''Victimae Paschali laudes''.
 Il finale è l'intonazione dell'Alleluja gregoriano, le note sono le stesse, ma qui è citato liberamente, cambiando la ritmica
La citazione per esteso di Victimae Paschali laudes è da 8:32 a 9:07

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venerdì 29 aprile 2011

MUSICA E FILM.

Io e Beethoven


Io e Beethoven

Titolo originale: Copying Beethoven
Nazione: U.S.A., Germania, Ungheria
Anno: 2006
Genere: Drammatico, Romantico, Musicale
Durata: 104'
Regia: Agnieszka Holland
Sito ufficiale: www.myriadpictures.com/...

Cast: Ed Harris, Diane Kruger, Ralph Riach, Nicholas Jones, Joe Anderson, Phyllida Law, Matthew Goode, George Mendel
Produzione: Metro-Goldwyn-Mayer, Anomaly Entertainment, Copying Beethoven, Eurofilm Stúdió, Sidney Kimmel Entertainment, VIP 2 Medienfonds
Distribuzione: Nexo
Data di uscita: 15 Giugno 2007 (cinema)

Trama:
Poco prima della primissima esecuzione della Nona Sinfonia, il maestro Ludwig van Beethoven, é alla ricerca di collaboratori e tra i tanti viene selezionata Anna Holtz, talentuosa allieva del Conservatorio di Vienna. Ma quando le forti personalità di entrambi si scontrano, il maestro umilia l'allieva che decide così di andarsene. Ma quando Beethoven, perde completamente l'udito non potrà fare a meno di richiamarla con se...
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Titolo originale Copying Beethoven
Lingua originale Inglese
Paese USA, Germania, Ungheria
Anno 2006
Durata 104 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere drammatico, storico,
Regia Agnieszka Holland
Sceneggiatura Stephen J. Rivele, Christopher Wilkinson
Produttore Sidney Kimmel, Stephen Rivele, Michael Taylor, Christopher Wilkinson
Produttore esecutivo Ernst Goldschmidt, Marina Grasic, Andreas Grosch, Jan Körbelin, Andreas Schmid
Casa di produzione Metro-Goldwyn-Mayer, Anomaly Entertainment, Copying Beethoven, Eurofilm Stúdió, Sidney Kimmel Entertainment, VIP 2 Medienfonds
Distribuzione (Italia) Nexo
Fotografia Ashley Rowe
Montaggio Alex Mackie
Effetti speciali Ferenc Ormos
Musiche Ludwig Van Beethoven
Scenografia Caroline Amies
Costumi Jany Temime
Trucco Balázs Novák
Interpreti e personaggi

* Ed Harris: Ludwig Van Beethoven
* Diane Kruger: Anna Holtz
* Ralph Riach: Wenzel Schlemmer
* Phyllida Law: Madre Canisius
* Joe Anderson: Karl Van Beethoven
* Matthew Goode: Martin Bauer
* Bill Stewart: Rudy

Doppiatori italiani

* Sergio Di Stefano: Ludwig Van Beethoven
* Stella Musy: Anna Holtz
* Giorgio Lopez: Wenzel Schlemmer
* Claudia Giannotti: Madre Canisius
* Francesco Bulckaen: Karl Van Beethoven
* Alberto Bognanni: Martin Bauer
* Luciano De Ambrosis: Rudy

Premi

* Vincitore al San Sebastian Film Festival come miglior film
* Nominato ai Goya come miglior film europeo
* Nominato ai Motion Picture Sound Editor per Andrew Glen come miglior sonoro in un film musicale


Io e Beethoven (Copying Beethoven) è un film storico drammatico diretto nel 2006 da Agnieszka Holland, che racconta in modo romanzato gli ultimi anni di vita del compositore tedesco Ludwig van Beethoven, dal 1824 al 1827. È uscito nelle sale italiane il 15 giugno 2007 mentre in quelle statunitensi il 10 novembre 2006.
[modifica] Trama

Una giovane donna, di nome Anna Holtz, accorre al capezzale di Ludwig van Beethoven morente, appena in tempo per confidargli di aver finalmente compreso, durante il viaggio in carrozza attraverso la campagna, il significato della Grande fuga per quartetto d'archi. Il senso di questo incontro è chiarito in un lungo flashback che prosegue per l'intera durata del film.

La vicenda è ambientata a Vienna nel 1824. Mancano pochi giorni alla prima esecuzione della Nona Sinfonia e Beethoven, che deve ancora concludere la stesura dell'opera, ha bisogno di un copista che ne trascriva le parti. Il conservatorio invia a Wenzel Schlemmer, impresario del maestro, la promettente studentessa Anna Holtz, che dimostra subito le proprie capacità apportando alcune correzioni personali ai manoscritti della composizione. Beethoven, il cui difficile carattere è inasprito dalla progressiva sordità, si prende gioco dell'ambizione della ragazza e tuttavia rimane impressionato dal suo intuito musicale. La presenza di Anna lo aiuta a concludere la sinfonia nei tempi stabiliti e gli consente di dirigere l'orchestra a dispetto della sua menomazione acustica: è proprio la ragazza, nascosta tra gli orchestrali, a suggerirgli gli attacchi e ad impedire che il maestro vada fuori tempo. Anna riesce anche a stabilire un punto di contatto tra Ludwig e il nipote Karl, che si rifugia nel gioco d'azzardo per l'incapacità di corrispondere alle ambizioni dello zio. Anche Karl assiste alla prima e si commuove profondamente di fronte alla bellezza della musica.

La sinfonia riscuote un successo straordinario, ma Beethoven non è appagato: sa che la sua vita sta per concludersi e sente il bisogno di esplorare nuove regioni della musica, seguendo le proprie viscere e non più la mente. Anna, pur spaventata da alcuni atteggiamenti volgari del compositore (che non esita a spogliarsi in sua presenza), è affascinata dalla forza della sua arte e continua a lavorare al suo fianco. A più riprese la personalità mutevole di Beethoven è sul punto di schiacciarla. Il compositore sembra voler distruggere tutte le sue certezze: colpisce a bastonate il progetto di un ponte realizzato dal fidanzato di Anna, giudicandolo privo di valore artistico, e definisce un "peto intellettuale" la sonata che lei gli aveva sottoposto per un giudizio. La ragazza medita di abbandonare il maestro, ma comprende che solo attingendo alla sua arte potrà riuscire a scoprire la propria vera voce e trovare la forza di comporre ancora. Perciò ritorna da lui, che le chiede aiuto per ultimare le sue nuove composizioni.

Però la Grande fuga è un fiasco. La musica è troppo complessa e il pubblico non la comprende. Anche Anna è confusa, ma sente che in quelle note è contenuto un messaggio che le epoche future sapranno interpretare. Nelle ultime scene Beethoven, malato e costretto al letto, continua a dettarle la musica che risuona dentro la sua testa. Si tratta di una sorta di riconciliazione dell'artista con Dio, quel Dio che dopo avergli donato il talento lo aveva privato dell'udito, e che viene finalmente evocato come «una mano che ti accarezza il volto e ti consola».
[modifica] Realtà storica e finzione

Il film mescola aspetti reali della vita di Beethoven con altri deliberatamente inventati. In particolare, il personaggio di Anna Holtz è puramente fittizio, come è frutto di fantasia il fatto che Beethoven accettasse eventuali alterazioni dei propri manoscritti da parte dei copisti.

Di sicuro, il compositore fu aiutato durante la prima direzione della Nona Sinfonia, e precisamente da Michael Umlauf, direttore musicale del Teatro Kärntnertor, dove l'esecuzione ebbe luogo. Esso non avvenne tuttavia nel modo rocambolesco descritto nel film: Umlauf si limitò ad affiancare Beethoven sul podio, perfettamente visibile agli spettatori. È invece probabile che il maestro non si accorgesse degli applausi se non al momento di rivolgersi verso la platea. Negli anni in cui è ambientato il film, la sua sordità era certamente molto più grave e limitante di quanto appaia sullo schermo, e sembra che il compositore si esprimesse preferibilmente per iscritto.

Beethoven, inoltre, non avrebbe mai chiamato la propria Sonata per pianoforte n. 14 con il nomignolo "Sonata al chiaro di luna", che fu utilizzato per la prima volta dal poeta Ludwig Rellstab nel 1832, ma piuttosto con l'appellativo "Quasi una Fantasia" che egli stesso appose al titolo originale.

lunedì 15 novembre 2010

PIANOFORTE E FILM

La leggenda del pianista sull'oceano è un film del 1998 diretto da Giuseppe Tornatore, tratto dal monologo Novecento di Alessandro Baricco.Musiche Ennio Morricone, Amedeo Tommasi




iL pianoforte in terza classe dei Virginian.

Lemon Novecento  , mai sceso dal transatlantico, conosce Max Tooney, un trombettista con il quale suonerà per molti anni e stringerà una solida amicizia. Il famoso Ferdinand "Jelly Roll" Morton, che lo sfiderà in un duello all'ultima nota. La vicenda è narrata con continui flashback, e raccontata proprio da Max, dopo diversi anni, all'anziano proprietario di un negozio di dischi e strumenti musicali, in cui era entrato per vendere la sua tromba.Alla fine della storia il vecchio restituisce a Max la sua vecchia tromba, commentando "in culo pure ai soldi, una bella storia vale più di una vecchia tromba", parafrasando una espressione ricorrente di Novecento, che così dicendo si faceva beffe di ogni regola precostituita di quel mondo di terraferma dove non aveva mai posato il piede.











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FRAM.....IL QUADRO CADDE!!!

















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Shine è un film del 1996 diretto da Scott Hicks

film tratto da una storia vera
Shine narra la storia reale della vita di David Helfgott, presentando ovviamente anche tratti romanzati.
David Helfgott, giovanissimo e promettente pianista australiano, è ossessionato dal padre mancato musicista, che ne fa fin da ragazzo un frustrato patologico, torturandolo con la mania di essere il migliore.il ragazzo spezza a malincuore il vincolo con la famiglia e le amatissime sorelle e va a Londra e con l'insegnamento del carismatico professor Parkes arriva in finale del concorso della scuola e suona un difficilissimo pezzo, che il padre voleva David un giorno suonasse: il terzo concerto per pianoforte e orchestra (detto "Rach3") del pianista russo Sergej Rachmaninov. A causa della tensione nervosa, durante il concerto David sprofonda nella pazzia e finisce ricoverato in una clinica per vari anni.Gillian, un'astrologa che ha ricevuto un'offerta di matrimonio da un ricco finanziere,  decide a sorpresa di sposare David.
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-Musiche David Hirschfelder + Frédéric Chopin, Franz Liszt, Niccolò Paganini, Sergei Rachmaninov, Nikolai Rimsky-Korsakov, Robert Schumann, Antonio Vivaldi, Ludwig van Beethoven

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Shine - Rachmaninov Piano Concerto No 3




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David Helfgott

LIVE





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-------------------------The Pianist - Ballade No.1 in G minor Op.23 - Chopin


il gravicembalo di bartolomeo cristofori alla corte di Ferdinando de Medici

7 Agosto 1709: nasce il “gravicembolo” (che diventerà poi il moderno pianoforte)

E’ un artigiano italiano, Bartolomeo Cristofori, di origine padovana, a potersi considerare l’inventore del pianoforte. Dalla sua Padova Cristofori si era trasferito intorno al 1690 (45enne) a Firenze, dove iniziò a lavorare per la corte dei Medici come costruttore di clavicembali.
Fu proprio nella Firenze medicea che Bartolomeo ebbe l’intuizione di perfezionare il meccanismo dei saltarelli del clavicembalo sostituendoli con un meccanismo di martelletti, dotati anche di uno “scappamento”, in modo da produrre suoni di diversa intensità a seconda delle pressione esercitata sui tasti, e da questi trasmessa ai martelletti. Decide di chiamare il suo nuovo strumento “gravicembalo col piano e forte”, in pratica il precursore o meglio il più diretto progenitore del moderno pianoforte.
Dei molti “gravicembali” costruiti da Bartolomeo Cristofori nella sua bottega artigiana di Firenze ne rimangono oggi sono tre esemplari: uno conservato a Lipsia, un altro a New York, ed un terzo a Roma (risalente al 1722) esposto presso il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali.
Il motivo per cui molti pianoforti di Cristofori sono andati persi, risiede anche nel fatto che all’inizio i suoi strumenti non ebbero la fortuna che il costruttore di aspettava, perché molti musicisti del tempo, per conservatorismo e per accademia, preferivano continuare a suonare e comporre per il vecchio clavicembalo. Lo testimonia il fatto che molti “gravicembali” vennero riconvertiti in clavicembali.
Ma l’invenzione di Bartolomeo Cristofori aveva comunque aperto una nuova strada della musica, che molti altri artisti vollero comunque seguire e perfezionare, creando col tempo una nuova e vastissima letteratura musicale legata al pianoforte, strumento destinato a diventare sempre più importante sulla scena musicale dei secoli successivi.

Parzialmente estratto da:
.http://www.telesanterno.com/7-agosto-1709-nasce-il-%E2%80%9Cgravicembolo%E2%80%9D-che-diventera-poi-il-moderno-pianoforte-0807.html


Bartolomeo Cristofori (Padova, 4 maggio 1655Firenze, 27 gennaio 1731


Il suo monumento tombale si trova nella BASILICA DI SANTA CROCE A FIRENZE

A BARTOLOMEO CRISTOFORI CEMBALARO DA PADOVA CHE IN FIRENZE NELL ANNO MDCCXI INVENTO IL CLAVICEMBALO COL FORTE E PIANO IL COMITETO FIORENTINO COOPERANTI ITALIANI E STRANIERI POSE QUESTA MEMORIA MDCCCLXXVI




Accademia Bartolomeo Cristofori

L’Accademia Bartolomeo Cristofori fu fondata a Firenze nel 1989 per iniziativa di un gruppo appassionati di musica e di strumenti antichi. In pochi anni si è affermata come centro, unico in Italia, dedicato interamente al fortepiano. L'Accademia prende il nome da quel Bartolomeo Cristofori inventore del pianoforte che tre secoli fa aveva il suo laboratorio proprio nel cuore di San Frediano. L’edificio ospita un grande spazio espositivo, una biblioteca e un auditorium con la capienza di circa 120 posti.
In uno spazio adiacente si trova il laboratorio di restauro, altamente specializzato nel recupero e nella manutenzione dei fortepiani. Tra gli strumenti di proprietà dell'Accademia, un fortepiano di Johann Schantz della fine del ‘700, un Rosemberger dello stesso periodo, un anonimo settecentesco italiano, un Lange del 1835.
Nel 1993 l’Accademia Bartolomeo Cristofori è stata insignita del prestigioso premio Franco Abbiati dalla Società dei Critici Musicali Italiani come migliore istituzione musicale italiana per le sue iniziative culturali.

.http://www.accademiacristofori.it/VirtualTour/VirtualTour.html

http://www.accademiacristofori.it/IlFortepiano/Fortepiano.html 


Accademia
Bartolomeo
Cristofori
Amici del Fortepiano
via di Camaldoli 7/R
50124 Firenze
tel. e fax +39 (0) 55 22.16.46
e-mail: info@abcfi.it


http://www.worldlingo.com/ma/enwiki/it/Bartolomeo_Cristofori 

LE ARIE FAMOSE.

Aria "IL DOLCE SUONO"
from the Opera "LUCIA DI LAMMERMOOR" (1835)
Music by Gaetano Donizetti (1797-1848)
Libretto by Salvatore Cammarano
Based on "The Bride of Lammermmor"
by Sir Walter Scott (1771-1832)





http://www.youtube.com/watch?v=CuGpgEBvbVA

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Maria Callas esegue "Il dolce suono mi colpì di sua voce" dall'opera "Lucia di Lammermoor" di Gaetano Donizetti. Registrato a Firenze tra gennaio e febbraio del 1953. Tullio Serafin dirige l'Orchestra e il Coro del maggio Musicale Fiorentino.


http://www.youtube.com/watch?v=c6Bm2lwnW-0&feature=related

IL NOME DELLE NOTE - GUIDO D'AREZZO.

IL NOME DELLE NOTE - GUIDO D'AREZZO.


















Ut queant laxis. Himno a San Juan Bautista.







                     



http://www.youtube.com/watch?v=SugtS3tqsoo&feature=player_embedded






          



http://www.youtube.com/watch?v=SugtS3tqsoo

La notazione musicale.

http://www.youtube.com/watch?v=OeXM0GHlEvk

http://youtu.be/OeXM0GHlEvk