venerdì 29 aprile 2011

MUSICA E FILM.

Io e Beethoven


Io e Beethoven

Titolo originale: Copying Beethoven
Nazione: U.S.A., Germania, Ungheria
Anno: 2006
Genere: Drammatico, Romantico, Musicale
Durata: 104'
Regia: Agnieszka Holland
Sito ufficiale: www.myriadpictures.com/...

Cast: Ed Harris, Diane Kruger, Ralph Riach, Nicholas Jones, Joe Anderson, Phyllida Law, Matthew Goode, George Mendel
Produzione: Metro-Goldwyn-Mayer, Anomaly Entertainment, Copying Beethoven, Eurofilm Stúdió, Sidney Kimmel Entertainment, VIP 2 Medienfonds
Distribuzione: Nexo
Data di uscita: 15 Giugno 2007 (cinema)

Trama:
Poco prima della primissima esecuzione della Nona Sinfonia, il maestro Ludwig van Beethoven, é alla ricerca di collaboratori e tra i tanti viene selezionata Anna Holtz, talentuosa allieva del Conservatorio di Vienna. Ma quando le forti personalità di entrambi si scontrano, il maestro umilia l'allieva che decide così di andarsene. Ma quando Beethoven, perde completamente l'udito non potrà fare a meno di richiamarla con se...
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Titolo originale Copying Beethoven
Lingua originale Inglese
Paese USA, Germania, Ungheria
Anno 2006
Durata 104 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere drammatico, storico,
Regia Agnieszka Holland
Sceneggiatura Stephen J. Rivele, Christopher Wilkinson
Produttore Sidney Kimmel, Stephen Rivele, Michael Taylor, Christopher Wilkinson
Produttore esecutivo Ernst Goldschmidt, Marina Grasic, Andreas Grosch, Jan Körbelin, Andreas Schmid
Casa di produzione Metro-Goldwyn-Mayer, Anomaly Entertainment, Copying Beethoven, Eurofilm Stúdió, Sidney Kimmel Entertainment, VIP 2 Medienfonds
Distribuzione (Italia) Nexo
Fotografia Ashley Rowe
Montaggio Alex Mackie
Effetti speciali Ferenc Ormos
Musiche Ludwig Van Beethoven
Scenografia Caroline Amies
Costumi Jany Temime
Trucco Balázs Novák
Interpreti e personaggi

* Ed Harris: Ludwig Van Beethoven
* Diane Kruger: Anna Holtz
* Ralph Riach: Wenzel Schlemmer
* Phyllida Law: Madre Canisius
* Joe Anderson: Karl Van Beethoven
* Matthew Goode: Martin Bauer
* Bill Stewart: Rudy

Doppiatori italiani

* Sergio Di Stefano: Ludwig Van Beethoven
* Stella Musy: Anna Holtz
* Giorgio Lopez: Wenzel Schlemmer
* Claudia Giannotti: Madre Canisius
* Francesco Bulckaen: Karl Van Beethoven
* Alberto Bognanni: Martin Bauer
* Luciano De Ambrosis: Rudy

Premi

* Vincitore al San Sebastian Film Festival come miglior film
* Nominato ai Goya come miglior film europeo
* Nominato ai Motion Picture Sound Editor per Andrew Glen come miglior sonoro in un film musicale


Io e Beethoven (Copying Beethoven) è un film storico drammatico diretto nel 2006 da Agnieszka Holland, che racconta in modo romanzato gli ultimi anni di vita del compositore tedesco Ludwig van Beethoven, dal 1824 al 1827. È uscito nelle sale italiane il 15 giugno 2007 mentre in quelle statunitensi il 10 novembre 2006.
[modifica] Trama

Una giovane donna, di nome Anna Holtz, accorre al capezzale di Ludwig van Beethoven morente, appena in tempo per confidargli di aver finalmente compreso, durante il viaggio in carrozza attraverso la campagna, il significato della Grande fuga per quartetto d'archi. Il senso di questo incontro è chiarito in un lungo flashback che prosegue per l'intera durata del film.

La vicenda è ambientata a Vienna nel 1824. Mancano pochi giorni alla prima esecuzione della Nona Sinfonia e Beethoven, che deve ancora concludere la stesura dell'opera, ha bisogno di un copista che ne trascriva le parti. Il conservatorio invia a Wenzel Schlemmer, impresario del maestro, la promettente studentessa Anna Holtz, che dimostra subito le proprie capacità apportando alcune correzioni personali ai manoscritti della composizione. Beethoven, il cui difficile carattere è inasprito dalla progressiva sordità, si prende gioco dell'ambizione della ragazza e tuttavia rimane impressionato dal suo intuito musicale. La presenza di Anna lo aiuta a concludere la sinfonia nei tempi stabiliti e gli consente di dirigere l'orchestra a dispetto della sua menomazione acustica: è proprio la ragazza, nascosta tra gli orchestrali, a suggerirgli gli attacchi e ad impedire che il maestro vada fuori tempo. Anna riesce anche a stabilire un punto di contatto tra Ludwig e il nipote Karl, che si rifugia nel gioco d'azzardo per l'incapacità di corrispondere alle ambizioni dello zio. Anche Karl assiste alla prima e si commuove profondamente di fronte alla bellezza della musica.

La sinfonia riscuote un successo straordinario, ma Beethoven non è appagato: sa che la sua vita sta per concludersi e sente il bisogno di esplorare nuove regioni della musica, seguendo le proprie viscere e non più la mente. Anna, pur spaventata da alcuni atteggiamenti volgari del compositore (che non esita a spogliarsi in sua presenza), è affascinata dalla forza della sua arte e continua a lavorare al suo fianco. A più riprese la personalità mutevole di Beethoven è sul punto di schiacciarla. Il compositore sembra voler distruggere tutte le sue certezze: colpisce a bastonate il progetto di un ponte realizzato dal fidanzato di Anna, giudicandolo privo di valore artistico, e definisce un "peto intellettuale" la sonata che lei gli aveva sottoposto per un giudizio. La ragazza medita di abbandonare il maestro, ma comprende che solo attingendo alla sua arte potrà riuscire a scoprire la propria vera voce e trovare la forza di comporre ancora. Perciò ritorna da lui, che le chiede aiuto per ultimare le sue nuove composizioni.

Però la Grande fuga è un fiasco. La musica è troppo complessa e il pubblico non la comprende. Anche Anna è confusa, ma sente che in quelle note è contenuto un messaggio che le epoche future sapranno interpretare. Nelle ultime scene Beethoven, malato e costretto al letto, continua a dettarle la musica che risuona dentro la sua testa. Si tratta di una sorta di riconciliazione dell'artista con Dio, quel Dio che dopo avergli donato il talento lo aveva privato dell'udito, e che viene finalmente evocato come «una mano che ti accarezza il volto e ti consola».
[modifica] Realtà storica e finzione

Il film mescola aspetti reali della vita di Beethoven con altri deliberatamente inventati. In particolare, il personaggio di Anna Holtz è puramente fittizio, come è frutto di fantasia il fatto che Beethoven accettasse eventuali alterazioni dei propri manoscritti da parte dei copisti.

Di sicuro, il compositore fu aiutato durante la prima direzione della Nona Sinfonia, e precisamente da Michael Umlauf, direttore musicale del Teatro Kärntnertor, dove l'esecuzione ebbe luogo. Esso non avvenne tuttavia nel modo rocambolesco descritto nel film: Umlauf si limitò ad affiancare Beethoven sul podio, perfettamente visibile agli spettatori. È invece probabile che il maestro non si accorgesse degli applausi se non al momento di rivolgersi verso la platea. Negli anni in cui è ambientato il film, la sua sordità era certamente molto più grave e limitante di quanto appaia sullo schermo, e sembra che il compositore si esprimesse preferibilmente per iscritto.

Beethoven, inoltre, non avrebbe mai chiamato la propria Sonata per pianoforte n. 14 con il nomignolo "Sonata al chiaro di luna", che fu utilizzato per la prima volta dal poeta Ludwig Rellstab nel 1832, ma piuttosto con l'appellativo "Quasi una Fantasia" che egli stesso appose al titolo originale.

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